A partire da oggi 3 settembre la comunità montana Montagna Aquilana ha
sospeso l'erogazione dei servizi di assistenza a disabili, anziani e
minori nei comuni che da mesi non offrono la copertura economica
(Barete, Scoppito, Ocre, Fossa, Cagnano Amiterno, Lucoli, Tornimparte,
Villa Sant'Angelo) .Tutte le ore di assistenza domiciliare previste dal
piano di zona saranno "temporaneamente" sospese lasciando decine di
utenti e le loro famiglie senza il sostegno quotidiano degli operatori.
Personale che, tra l'altro, opera già da diversi mesi senza percepire lo
stipendio (nei servizi erogati dalla Cooperativa Sociale Leonardo). A
fronte di questa drammatica situazione si rende indispensabile ed
urgente avviare le procedure per attivare la cassa integrazione
straordinaria per tutti i lavoratori che si sono visti ridurre, o
sospendere, l'orario di lavoro. Il Partito della Rifondazione Comunista
chiede che venga immediatamente indetta dai sindacati una giornata di
mobilitazione per la difesa dei servizi sociali nei nostri territori
montani. Se una risposta chiara non arriverà in sede sindacale sarà il
PRC stesso in tempi brevi a promuovere tutte le iniziative di lotta per
tutelare lavoratori e utenti dei servizi sociali.
Goffredo Juchich
Segretario Comunale PRC circolo "A Casamobile"
Il 25 agosto ricorre il decennale della scomparsa del nostro compagno Liberato Lambrini. Lo ricordiamo con le parole di Luigi Magnante
Ho conosciuto Liberato Lambrini nel 1969 in Germania, a Monaco di Baviera dove lavoravamo alla Siemens insieme nello stesso reparto.
Ricordo bene come in breve tempo Lambrini diventò il beniamino del reparto, con la sua prorompente simpatia riusciva a comunicare con tutti i componenti del reparto, anche se appartenenti a una decina di nazionalità diverse, in un linguaggio esclusivo improvvisato al momento, suscitando l'ilarità e la partecipazione di tutti. inossidabile da sempre l'amicizia di Lambrini con Giovanni Cimino (ju compare!) con il quale condivideva una vecchia auto molto pittoresca nella carrozzeria verniciata da loro stessi a pennello in tanti colori diversi, una vera attrazione.
Ci siamo persi di vista un breve periodo, per rincontrarci di nuovo, intorno alla metà degli anni 70 alla Sit-Siemens poi Italtel dell'Aquila. Lambrini si iscrisse subito alla FIOM e negli anni successivi dentro nel consiglio di Fabbrica delegato dei collaudatori. Liberato era già un militante del Partito Comunista e quando fu sciolto entrò subito in maniera molto convinta in Rifondazione Comunista. Iniziò così una straordinaria militanza politica e sindacale nella fabbrica come delegato e nelle strutture direttive della FIOM e della CGIL.
Rimangono memorabili i suoi interventi in consiglio di fabbrica in occasione del rinnovo del Contratto di Lavoro e delle Piattaforme Aziendali. Lambrini incentrava i suoi interventi, ben argomentati, su proposte di consistenti aumenti di salario, che ai più apparivano irrealistiche, ma che erano invece fortemente anticipatrici degli scenari che andavano definendosi in contrasto con la condizione del lavoro e della condizione sociale di ampi strati della popolazione, spinta sempre più verso una condizione di precarietà.
Lambrini è stato molto generoso nelle lotte, nelle preparazioni delle manifestazioni, caparbio nelle discussioni sugli obiettivi definiti nelle vertenze; spesso in fabbrica, nei corridoi o in sala mensa, e nelle manifestazioni esplodeva la sua fragorosa risata, che è stata un modo originale di comunicare, di segnalare una presenza, un incitamento a tenere duro, alla mobilitazione.
Lambrini, ad eccezione dei suoi figli Melania e Andrea, dalla vita non ha ricevuto molto, anzi per lui la vita è stata piuttosto dura fino alla fine, sempre a rincorrere con tenacia con che per i più è normale. Ha lasciato di sé uno straordinario ricordo in tanti veramente tanti di noi, che hanno avuto modo di conoscerlo e di apprezzarlo, come persona, per il suo essere nel sindacato, per il suo militare appassionato e convinto in Rifondazione Comunista. Così a 10 anni dalla scomparsa ci manca ancora e ci mancherà sempre.
In merito alla preparazione del bando di concorso per l'assunzione del personale che dovrà lavorare negli uffici del comune dell'Aquila e in quelli del cratere per gestire la difficile fase della ricostruzione, si rende evidente la necessità di selezionare un personale preparato individuando le migliori professionalità del territorio.
In quest'ottica se da un lato è giusto tutelare quei lavoratori precari che, dopo avere affrontato nel 2010 una fase di preselezione per titoli e competenze, hanno lavorato in condizioni difficilissime negli uffici preposti all'assistenza alla popolazione e alla ricostruzione, dall'altro non possiamo trascurare che uguali condizioni di partenza per tutti sono requisiti indispensabili per individuare le professionalità che davvero servono alla rinascita dell'Aquila e del suo territorio.
Il personale politico, i cosiddetti staffisti, e quello "a chiamata diretta" non possono e non devono godere di alcun privilegio rispetto al resto della popolazione concorsuale nel rispetto dei principi fondamentali di uguaglianza della nostra costituzione. L'amministrazione comunale che può dare delle linee d'indirizzo al governo per la preparazione del bando(che interessa anche altre amministrazioni) deve dare questo segnale di trasparenza ed equità in una fase dove l'assunzione di oltre trecento persone rappresenta per la vita di molti, aquilani e non, una opportunità irripetibile.
Dalla
lettura della relazione della IV commissione consiliare della Regione
Abruzzo abbiamo appreso che la proposta di legge del consigliere
Ricciuti sull'esclusione del comune dell'Aquila dalla moratoria cave
sarebbe stata sostenuta da un non precisato esponente degli "organi
istituzionali del capoluogo abruzzese", audito in commissione.
Ci domandiamo chi sia tale esponente e come sia possibile che sia
intervenuto per conto dell'Istituzione Comunale visto che su tale
proposta di legge non c'è stata alcuna deliberazione né di Giunta, né di
Consiglio, tanto meno alcun accordo di maggioranza al fine di escludere
il territorio comunale dalla moratoria.
Tale ipotesi è da scongiurare, ribadiamo che la Regione deve
dotarsi al più presto di un adeguato piano cave, a maggior ragione in un
territorio che affronta la ricostruzione. Con il permanere della
moratoria per tutti gli altri comuni, il territorio comunale verrebbe
sovraccaricato delle esigenze estrattive non
solo locali con conseguente impatto ambientale, tra l'altro in contrasto
con il piano regolatore tuttora vigente che esclude l'apertura di nuove
cave. Riteniamo che sia prioritario il riutilizzo delle macerie del
sisma e che sia dovere del Comune concorrere ad orientare le attività
imprenditoriali in questa direzione.
Enrico Perilli - capogruppo PRC Comune dell'Aquila
In
merito alla discussione in atto oggi nella quarta commissione del
consiglio regionale sulla possibilità di non applicare la moratoria cave
regionale sul Comune dell'Aquila (così come proposto dal consigliere
PDL Ricciuti), Rifondazione Comunista esprime la più ferma contrarietà a
tale intento e ribadisce: 1. la necessità di arrivare immediatamente
ala stesura di un piano cave, l'attuale amministrazione regionale su
questo ha un colpevole ritardo 2. la necessità di preservare l'ambiente
da un'attività estrattiva selvaggia così come si è manifestata negli
ultimi anni attraverso l'apertura di cave in zone a vincolo paesistico
nella mancanza totale delle opere di risanamento e ripristino previste
dalle concessioni 3. non è accettabile che i lavoratori vengano usati
come scudi umani dai titolari delle ditte per continuare a perpetrare
l'attività estrattiva al di là di ogni regolamentazione, gli stessi
lavoratori potrebbero essere impiegati in altre opere tra cui quelle
suddette di risanamento e ripristino.
Lavoreremo affinché anche l'amministrazione comunale dell'Aquila condivida questo indirizzo.
Oggi a L'Aquila Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra ha promosso i volantinaggi fuori le fabbriche Dompé e Menarini sulla riforma del lavoro voluta dal Governo Monti, proseguendo la mobilitazione che è iniziata il mese scorso con la raccolta firme contro la modifica dell'articolo 18 e andrà avanti in occasione del voto in parlamento della riforma.
Questa mattina al Senato è passato con 4 voti di fiducia il DDL lavoro del ministro Fornero, che scarica i costi della crisi su lavoratori e pensionati senza che siano minimamente toccate le rendite finanziarie né quelle patrimoniali.
E' una brutta giornata per i lavoratori, che vedono manomessi diritti conquistati nei decenni passati con dure lotte. Con le modifiche apportate, in caso di licenziamento discriminatorio la risibile monetizzazione sarà la norma mentre il reintegro non sarà più un diritto. Si tratta di un'ulteriore precarizzazione delle condizioni dei lavoratori, che inoltre vedono allungarsi l'età di accesso alla pensione (spesso privi di copertura come gli esodati), a discapito dell'accesso al lavoro dei giovani. Il tutto mentre si continua a morire sui luoghi di lavoro per la mancanza di sicurezza e mentre aumenta la disperazione individuale dei suicidi dovuti alla crisi.
Con il voto di oggi il PD abbandona definitivamente il campo della sinistra votando compatto il DDL, mentre 10 anni fa gli allora DS era in piazza con la CGIL di Cofferati che portò a manifestare 3 milioni di lavoratori contro l'attacco all'articolo 18. Altri tempi, c'era il governo Berlusconi e si faceva opposizione, oggi l'articolo 18 vale meno di 10 anni fa nell'agenda PD. Inoltre anche l'iniziativa della CGIL è troppo debole, serve maggiore mobilitazione subito, serve lo sciopero generale.
Se il DDL dovesse passare alla camera, Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra lavoreranno a costruire un largo schieramento per unire la sinistra politica e sindacale nella promozione un referendum abrogativo della legge.
Francesco Marola Segretario provinciale PRC - FdS L'Aquila
Leggere la notizia di una persona morta sul lavoro ci fa sempre inorridire, in quanto il lavoro dovrebbe consentire, in un paese civile, una vita dignitosa. Ma sapere che un lavoratore è morto precipitando da un’impalcatura il giorno della Festa dei Lavoratori, è una tragedia che ci indigna.
Il Primo Maggio dovrebbe essere il giorno in cui si ricordano i diritti conquistati con le lotte dei lavoratori. Questo Primo Maggio, invece, ci ricorda come quegli stessi diritti, così faticosamente conquistati con molti anni, stiano venendo sempre meno.
Vasile Copil, l’operaio romeno precipitato ieri da un’impalcatura in un cantiere di Rocca di Cambio (AQ), è la quarta vittima abruzzese di un lavoro che uccide a causa delle precarie condizioni in cui troppo spesso i lavoratori sono costretti a svolgerlo.
La manifestazione elettorale della Federazione della Sinistra a sostegno della candidatura a sindaco dell’Aquila di Massimo Cialente che si è svolta a L’Aquila domenica scorsa è stata una grande manifestazione ricca di partecipazione e di contenuti. Partecipazione e contenuti programmatici condivisi sono stati i temi centrali del comizio di Paolo Ferrero Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista.
Partecipazione dal basso, condivisione del programma e rinnovamento della classe dirigente sono state sostanzialmente le motivazioni che a Pescasseroli hanno determinato l’appoggio totale, convinto e trasparente di Rifondazione Comunista verso la lista civica "Pescasseroli Che Vorrei" e a sostegno del candidato a sindaco Anna Nanni.
Esprimo a nome del Partito della Rifondazione Comunista la massima solidarietà ai cassaintegrati dell'Intercompel e il sostegno alla loro lotta sindacale, che ha portato allo sciopero odierno di 8 ore.
La chiusura dello stabilimento va ripensata, vanno trovate soluzioni possibili, anche attraverso la vendita ad altri investitori, per dare continuità alla produzione, che ricordiamo è portata avanti da lavoratori e lavoratrici qualificati nel campo dell'elettronica e delle telecomunicazioni, soprattutto giovani e donne dai 30 ai 40 anni.
Domenica 29 aprile alle ore 17:00 in piazza duomo a L'Aquila il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero sarà presente in città per l'iniziativa di campagna elettorale della Federazione della Sinistra (Rifondazione - Comunisti Italiani) sui temi del lavoro, della difesa dell'ambiente e della ricostruzione sociale e materiale.
Nel corso dell'iniziativa interverranno i candidati e le candidate della lista della Federazione della Sinistra per le comunali del 6 e 7 maggio. E' previsto il saluto del candidato sindaco Massimo Cialente.
Rifondazione Comunista è stata presente da subito nell'emergenza post terremoto con i suoi volontari attivi nella tendopoli di S. Biagio di Tempera e sostenitori dei movimenti civici sorti dopo il sisma. In base a questa esperienza diretta il segretario del PRC ha più volte denunciato a livello nazionale il rischio di una gestione dell'emergenza manovrata dall'alto,