lunedì 25 novembre 2013

IX CONGRESSO: Risultati dei congressi di circolo e della federazione provinciale

Si sono conclusi i congressi di circolo e della federazione provinciale di Rifondazione Comunista. Pubblichiamo i risultati, gli organismi dirgenti eletti, gli ordini del giorno e gli emendamenti approvati dal congresso di Federazione

COMUNICATO STAMPA

Si è svolto sabato 23 novembre il congresso provinciale di Rifondazione Comunista. Hanno partecipato delegati e delegate dai circoli territoriali dell'Alto Aterno, L'Aquila, Marsica e Alto Sangro, Valle Peligna, Valle Roveto.

E' risultato vincente il primo documento congressuale, che lancia la proposta una costituente unitaria di tutta la sinistra radicale, alternativa al PD, che faccia riferimento al Partito della Sinistra Europea - European Left in vista delle prossime elezioni europee, con il programma della disobbedienza ai trattati dell'austerità europea, per un'Europa dei diritti, sociale e democratica.

E' stato eletto il comitato politico federale di 22 membri che al termine dell'assemblea ha riconfermato Francesco Marola alla carica di segretario provinciale del Partito.

Il congresso provinciale ha approvato un ordine del giorno per il congresso nazionale di Rifondazione Comunista, che impegna il Partito a sostenere la proposta proveniente da L'Aquila e dalla Val di Susa di destinare i fondi stanziati per il TAV alla ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto, attraverso una legge organica con tempi e finanziamenti certi, e i fondi per l'acquisto degli F-35 a un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio che eviti le tragedie sempre più frequenti come quella che ha colpito da poco il popolo sardo, e sia al contempo occasione di creazione di posti di lavoro finalizzati alla tutela del bene comune.

La federazione provinciale, in occasione del congresso, lancia una campagna del partito contro l'emendamento alla legge 394 sui Parchi e le Aree Protette, approvato dalla maggioranza PD-exPDL frutto delle larghe intese del governo Letta Alfano. Con tale modifica vengono rivisti gli equilibri fra le rappresentanze all’interno dei consigli direttivi degli Enti di gestione, sottrendo spazi di partecipazione delle comunità locali, si apre alla caccia "selettiva" dentro le aree dei parchi e si introducono norme di finanziamento mediante royalty che rischiano di condizionarne la gestione, avviando una privatizzazione di fatto. Rifondazione Comunista si batterà a livello amministrativo e con mobilitazioni di protesta per il ripristino del testo originario della legge 394, per la difesa di una gestione dei Parchi e delle Aree protette che ha saputo in questi anni dare risposte conrete alla crisi della montagna e delle aree interne della provincia e di tutto il paese.


Risultati dei congressi di circolo e di federazione: 


Federazione provinciale dell'Aquila:

doc. 1 > 78,3% (approvati gli emendamenti Boghetta e Mainardi)
doc. 2 > 2,2%
doc. 3 > 19,6 %

Comitato Poltico Federale

Francesco Marola - segretario provinciale
Luca Berardicurti
Giacomo De Fanis
Domenico De Vecchis
Luca Di Cosmo
Franco Di Loreto
Giuseppe Di Marco
Slvano Di Pirro
Franco Federici
Giulio Giorgi
Alessandro Giovannelli
Goffredo Juchich
Riccardo Lolli - presidente Collegio di garanzia
Francesco Lucantonio
Carlo Mauti
Vittoriana Palumbo
Fabio Pelini
Enrico Perilli
Monica Perilli
Rita Petrolini
Claudia Prospero 
Pierpaolo Ritorni


Delegati al congresso nazionale:

Silvano Di Pirro
Francesco Marola

Delegati al congresso regionale:

Luca Berardicurti
Franco Di Loreto
Francesco Marola
Monica Perilli
Fabrizio Petrolini

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Circolo Alto Aterno:

doc. 1 > 43%
doc. 2 > 0%
doc. 3 > 57%

Direttivo di circolo:

Giulio Giorgi - segretario di circolo
Berardino Romano
Simone Virgilii
Petrolini Fabrizio
Petrolini Rita

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Circolo L'Aquila:

doc. 1 > 66,6%
doc. 2 > 5,5 %
doc. 3 > 27,7

Direttivo di circolo

Goffredo Juchich - segretario di circolo
Anna Caruso
Mauro Colaianni
Dario D'Alessandro
Berardino D'Angelo
Terenzio De Benedictis
Matteo Di Genova
Antonio Lattanzi
Riccardo Lolli
FrancescoMarola
Fabio Pelini
Giovanni Pelini
Enrico Perilli
Claudia Prospero
Francesco Rosettini

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Circolo Marsica - Alto Sangro

doc. 1 > 100%
doc. 2 > 0 %
doc. 3 > 0%

Direttivo di circolo:

Silvano Di Pirro - segretario di circolo
Giovanni Angelucci
Luca Berardicurti
Stefano Di Giampietro
Mirca Liberale

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Circolo Valle Peligna

doc. 1 > 100%
doc. 2 > 0 %
doc. 3 > 0%

Direttivo di circolo

Franco Di Loreto - segretario di circolo
Giacomo De Fanis
Graziano Di Bacco
Pierpaolo Ritorni
Casimiro Valeri

***************************************

Circolo Valle Roveto

doc. 1 > 100%
doc. 2 > 0 %
doc. 3 > 0%

Direttivo di circolo

Domenico de Vecchis - segretario di circolo
Luigi Di Francescantonio
Paolo Di Rocco
Maria Loredana Mandaglio
Carlo Mauti

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Ordini del Giorno approvati dal congresso di federazione:

1.


NO TAV, Sì RICOSTRUZIONE
NO F35, Sì MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO


Il peso dell'austerità dal piano sistemico si scarica sui territori. Nelle zone colpite dal sisma della provincia dell'Aquila, la ricostruzione è oggi bloccata per la mancanza di finanziamenti certi, affidati di volta in volta a decreti governativi che non garantiscono alcuna continuità per un intervento che avrà durata di decenni. Inoltre, il Governo Letta-Alfano delle larghe intese nella recente legge di stabilità non prevede fondi per la ricostruzione: in queste condizioni, le ditte che stanno lavorando non potranno fare altro che abbandonare i lavori avviati.

Al contrario vengono stanziati miliardi di Euro per opere come il TAV e l'acquisto degli F-35, contestate dalla larga maggioranza della popolazione, che rispondono esclusivamente a logiche mercificatorie e speculatorie sugli appalti da una parte, dall'altra guerrafondaie per il mantenimento dell'assetto imperialista di cui l'Italia è parte integrante.

Il Partito della Rifondazione Comunista fa propria e si impegna a portare in tutte le iniziative sui beni comuni la proposta che viene congiuntamente da L'Aquila e dalla Val di Susa, avanzata nelle recenti manifestazioni del 9 novembre a L'Aquila e del 16 novembre a Susa, di destinare i fondi previsti per la realizzazione del TAV a finanziamento di una legge organica sulla ricostruzione di tutte le zone terremotate, che preveda tempi e fondi certi capaci di garantire una programmazione,  e di destinare i finanziamenti per gli F-35 a un piano di messa in sicurezza del territorio che eviti tragedie come quella che ha da poco colpito il popolo sardo, e sia al contempo capace di creare posti di lavoro finalizzati alla difesa del bene comune e delle economie dei territori. Allo stato attuale, le continue catastrofi ambientali sono utili al contrario ad accrescere i profitti di chi specula sugli appalti, come è avvenuto con la cricca di coloro che ridevano per il terremoto dell'Aquila.

L'Aquila 23/11/13

Rifondazione Comunista – federazione provinciale dell'Aquila


2.

IL GOVERNO DELLE LARGHE INTESE UCCIDE I PARCHI E LE AREE PROTETTE

Le modifiche approvate al Senato sulla L. 394/91 segnano un punto di svolta nella storia delle politiche dell'ambiente sviluppate in Italia negli ultimi anni.

Le significative esperienze e ricerche dei Parchi e delle Aree Protette, condotte nel costante equilibrio fra le ragioni dell’ecologia e dell’economia, caratterizzate dalla partecipazione attiva delle comunità locali, vengono spazzate via in nome dei tagli indistinti alle istituzioni pubbliche e del più miope profitto di breve termine.

Questa svolta radicale, a lungo caldeggiata da speculatori di diversa provenienza, si realizza oggi grazie al governo Letta-Alfano delle larghe intese di PD e dell'ormai ex PDL.

Per effetto dell’emendamento alla L. 394/91:

  • vengono rivisti gli equilibri fra le rappresentanze all’interno dei consigli direttivi degli Enti di gestione;
  • si apre la caccia all’interno dei Parchi e delle Aree Protette mediante la distinzione fra attività venatorie e controllo selettivo della fauna selvatica;
  • si allargano i criteri e le procedure di nomina dei Presidenti e dei Direttori degli Enti Parco e delle Aree Protette;
  • si introducono norme di finanziamento mediante royalty che rischiano di condizionare la gestione delle risorse naturali dei territori protetti e di alto pregio ambientale e che di fatto determinano la “privatizzazione” dei Parchi e delle Aree Protette;
  • si premiano, in termini di finanziamento, non i Parchi “virtuosi” dal punto di vista della gestione del territorio, bensì i Parchi che autorizzano all’interno del proprio territorio il maggior numero di impianti “aventi un impatto ambientale”;
  • si allentano i vincoli di tutela, di protezione e di salvaguardia previsti dalla 394/91 per tutelare la biodiversità.

Con l’irresponsabile approvazione della modifica alla L. 394 si arriverà alla crisi dell’unica e irripetibile esperienza che, nell’ambito di una visione moderna del rapporto fra natura e uomo, ha saputo in questi anni dare risposte concrete alla crisi della montagna e delle aree interne del nostro paese.

La tendenza a cui andiamo incontro quotidianamente è la creazione di spazi urbanizzati sempre più determinati dalla dimensione del consumismo. La natura e l’ambiente al contrario appartengono a un altro ordine, a un’altra scala di valori inconciliabili con le logiche speculative del capitalismo predatorio. Difendere la qualità ambientale significa anche contrastare i sistemi dominanti, per un modello di vita e di economia sostenibile, non in conflitto con la vita delle altre specie viventi, fondata sulla tutela e la gestione condivisa di quanto può essere considerato “bene comune”.

Il Partito della Rifondazione Comunista si impegna a battersi contro questo stravolgimento della politiche dei parchi e della Aree protette, sia con azioni a livello amministrativo che con iniziative di lotta assieme alle associazioni e i movimenti ambientalisti. Rifondazione Comunista è pronta a sostenere con tutte le proprie energie questa grande battaglia in difesa delle ricchezze del nostro territorio montano, dell’ambiente, dell’uomo e della vita.

L'Aquila, 23/11/13

Rifondazione Comunista Federazione provinciale dell’Aquila


3.

LE FORME DELLA COMUNICAZIONE


Estratto dal documento N.1:
Dobbiamo fare i conti con un sistema mediatico informativo che ha rimosso il conflitto e la questione sociale e non semplicemente la nostra possibilità di accesso in esso. Dal punto di vista dei metodi e degli strumenti, l’informazione e la comunicazione politiche vivono una fase di trasformazione importante, soprattutto legata alle nuove tecnologie, che ha diretta influenza anche sulle dinamiche organizzative. Una buona organizzazione passa per una buona comunicazione. Su questo abbiamo marcato una buona dose di inadeguatezza. Questo implica la necessità di progettare e sviluppare propri metodi e strumenti, a partire da quelli che abbiamo, come Liberazione, potenziando le reti sociali e sfruttando il web per favorire un circuito virtuoso “reale-virtuale-reale” capace di aumentare il nostro grado di velocità, penetrazione, capillarità, interazione, ed anche egemonia. Una rete nella rete utilizzando al meglio quella che è la nostra forza, ovvero la nostra capacità militante e i nostri saperi. La comunicazione non è semplicemente un’appendice del lavoro e della battaglia politica. E’ un terreno strategico della lotta politica, della battaglia delle idee. Per questo va costruito in modo ragionato e con il coinvolgimento di tutti i compagni, valorizzando le competenze in materia presenti a tutti i livelli. Occorre pertanto dotarsi di un vero e proprio piano per la comunicazione e l’informazione che coinvolga tutto il partito, dal nazionale ai circoli, per dare organicità e coerenza fra la nostra proposta politica e la nostra capacità di comunicarla all’interno e all’esterno, ma anche per favorire uno scambio immediato di buone pratiche e per facilitare una partecipazione ampia alle diverse iniziative di Partito, dalle campagne alle manifestazioni. Circoli, federazioni, regionali e nazionale devono essere in rete fra loro a livello reale e virtuale, attraverso un portale che ospiti gli spazi delle diverse strutture rendendo possibile uno scambio immediato di informazioni, riducendo i tempi di organizzazione e condivisione dei contenuti. Una piattaforma informatica in grado di permettere anche consultazioni on line su questioni importanti, di fare inchiesta sociale e attività virale, di offrire servizi originali per produrre materiale informativo, nazionale e territoriale, anche in mancanza di conoscenze specifiche nel settore. In questa direzione, ogni Circolo deve essere dotato di un sito aggiornato che presenti il proprio lavoro e metta in rete i materiali nazionali e Liberazione on line.




In sintesi, i quattro maggiori temi che personalmente individuo sono i seguenti:


1 – Potenziamento comunicazione Web/Inadeguatezza comunicazione - (“implica la necessità di progettare e sviluppare propri metodi e strumenti,a partire da quelli che abbiamo, come Liberazione, potenziando le reti sociali e sfruttando il web per favorire un circuito virtuoso “reale-virtuale-reale” capace di aumentare il nostro grado di velocità, penetrazione, capillarità, interazione, ed anche egemonia”). E poi più avanti: “Una buona organizzazione passa per una buona comunicazione. Su questo abbiamo marcato una buona dose di inadeguatezza.”
2 – Organizzazione/Piano di comunicazione - “… ricorrere alla nostra capacità militante e ai nostri saperi per sfruttare al meglio la nostra capacità comunicativa per cercare di essere più incisivi e che la comunicazione oggi sia un terreno strategico della battaglia politica.
3 – Portale - “Circoli, federazioni, regionali e nazionale devono essere in rete fra loro a livello reale e virtuale, attraverso un portale che ospiti gli spazi delle diverse strutture rendendo possibile uno scambio immediato di informazioni, riducendo i tempi di organizzazione e condivisione dei contenuti. Una piattaforma informatica in grado di permettere anche consultazioni on line su questioni importanti, di fare inchiesta sociale e attività virale, di offrire servizi originali per produrre materiale informativo, nazionale e territoriale, anche in mancanza di conoscenze specifiche nel settore.
4 – Siti internet singoli circoli - ogni Circolo deve essere dotato di un sito aggiornato che presenti il proprio lavoro e metta in rete i materiali nazionali e Liberazione on line.


Per quanto riguarda il primo punto sono già state prese in considerazione alcune note dolenti della comunicazione del partito, denotando una svolta marcata verso un modello di comunicazione decisamente web-based. Vi è una presa d’atto del peso assunto dalle nuove tecnologie e della buona dose di inadeguatezza comunicativa. A riguardo, non c’è molto altro da aggiungere se non il fatto (scontato) che, considerato il tasso d’invecchiamento della popolazione italiana, la resistenza alla tecnologia di molte persone e il fatto che ci sono luoghi in Italia non raggiunti da internet, i metodi più tradizionali (manifesto e comizio politico) comunque non dovrebbero essere assolutamente abbandonati.
Per quanto riguarda il punto numero 2: che debba essere elaborato un piano per la comunicazione e l’informazione che coinvolga tutto il partito, è evidente come il fatto che domani sorgerà il sole. Fondamentale comprendere il fatto che oggi la comunicazione è il campo strategico della battaglia politica. La comunicazione del Partito, considerato lo scarso livello di politicizzazione della società attuale, dovrebbe subire un processo di semplificazione. Il Partito poi dovrebbe essere riorganizzato in aree (area comunicazione; area “marketing”; area legale; area economica; area urbanistica e ambientale; area tecnica; ecc;) dal livello nazionale a quello provinciale (attualmente sul sito del partito nazionale vi è una suddivisione in dipartimenti). Le aree dovrebbero venire costituite in base ai curricula dei militanti e inseriti in un database nazionale in modo da poter essere a disposizione di tutti i circoli (magari effettuando una divisione per aree geografiche) per expertise di varia natura (anche agli amministratori in carica) e per implementare al meglio la riorganizzazione del partito. Si potrebbe prendere in considerazione anche la collaborazione con cittadini e simpatizzanti vari su varie tematiche, magari creando un apposita sezione del portale/sito dedicata a questa categoria.
Per quanto riguarda il portale/piattaforma informatica, condividiamo l’idea. La piattaforma potrebbe essere creata creando account per ogni singolo circolo e ogni federazione, ogni segreteria regionale, ecc. Tali account andrebbero messi in comunicazione tra di loro, anche dando la possibilità di trovare le informazioni che cercate attraverso un motore di ricerca interno al sito/portale. Negli account dovrebbe essere prevista un’area per ricevere informazioni organizzative e sulle scadenze dai vari livelli del partito, un’area “media” in cui i circoli andranno a ricevere le informazioni più rilevanti a livello mediatico e di propaganda. Infine dovrebbe essere prevista una piattaforma di comunicazione in cui sia possibile svolgere in videoconferenza le varie riunioni, dal livello locale a quello nazionale. Tutto ciò nell’ottica dell’abbattimento dei costi. Nella nostra provincia abbiamo questo problema e una soluzione del genere abbatterebbe costi e lenirebbe i molti disagi che sistematicamente si creano. La presenza fisica diventerebbe necessaria solo in occasioni ben specifiche e magari sarebbe possibile un maggior raccordo tra tutti gli attori del processo del rilancio del partito.
Per quanto riguarda il punto sul sito internet di ogni circolo, nutriamo qualche perplessità . Che significa sito internet? Si parla di una pagina facebook o twitter? Un blog? Altro? Un sito internet (se non si hanno militanti in gradi di realizzarlo può costituire un esborso economico non da poco e si presenterebbero difficoltà nella gestione (web master). In circoli con scarse competenze informatiche non sarebbe sembra una via facilmente praticabile. Forse nel portale (nazionale) si potrebbe creare una sezione con i blog dei vari circoli o un blog apposito già configurato da esperti tecnici del partito e pronto all’uso. Il tutto andrebbe fatto a livello centralizzato in modo da avere sempre un controllo puntuale sui siti dei circoli (apertura, chiusura, sicurezza dei blog, pubblicità per introiti economici al partito che piccoli siti non riuscirebbero a generare). In questo senso la federazione provinciale dovrebbe dotarsi al più presto di un proprio sito.


Omettiamo altro per non essere troppo prolissi. Concetti come social networking, content analitycs, usability, ecc. dovrebbero essere presi seriamente in considerazione nella riorganizzazione di questo aspetto del partito perché riteniamo che le cose vadano pianificate e analizzate da subito per rendere più efficace la comunicazione del partito.


Il segretario del Circolo PRC Alto Aterno

Giulio Giorgi


Emendamenti approvati al documento congressuale n. 1 "Ricostruire la sinistra":
 

EMENDAMENTO AGGIUNTIVO AL DOC. 1 (approvato all'unanimità)

Alla fine della tesi n. 18 “Rifondazione Comunista: la necessità di una svolta. Gruppi dirigenti e democrazia nel partito”, dopo il r. 39, aggiunge:

E' per questo che riteniamo che vada privilegiato ovunque possibile il meccanismo dell'elezione degli organismi dirigenti con lista aperta. E' infatti con la presentazione della lista bloccata che i vari capocorrente si accordano sui nomi per gli organismi dirigenti, spesso privilegiando il criterio della fedeltà alla corrente a quello delle capacità del compagno o della compagna. L'elezione con lista aperta permetterebbe di valutare sul terreno della democrazia in sede congressuale la reale validità dei dirigenti da eleggere, scardinando al tempo stesso il fondamento su cui si regge l'esistenza delle correnti.


 
EMENDAMENTO SOSTITUTIVO AL DOCUMENTO N. 1 (approvato a maggioranza)

Sostituisce parte della tesi n. 9 “Da Chianciano ad oggi”, da p. 10 r. 52 a p. 11 r. 14

Il risultato di Rivoluzione Civile rappresenta l'inevitabile fallimento di un cartello elettorale improvvisato sulla soglia delle politiche, un percorso su cui si sono accumulate contraddizioni sempre maggiori nella sua realizzazione, e soprattutto privo di un'identità di sinistra forte, poiché le posizioni giustizialiste di IDV e Ingroia da una parte, dall'altra il nuovismo arancione che ha principalmente riprodotto la critica indistinta ai partiti propria del Movimento 5 stelle, hanno oscurato i contenuti di classe propri della piattaforma del PRC, relegandolo in uno spazio marginale e subalterno.
Ma quello di Rivoluzione Civile è solo una conseguenza del vero fallimento che siamo chiamati ad analizzare, quello della Federazione della Sinistra.
Nata per realizzare la strategia “frontista” seguita con successo dalla maggior parte dei partiti comunisti europei, la FdS non è riuscita a divenire concreto soggetto politico unitario, restando un cartello elettorale di convenienza, usato senza sistematicità da PRC e PdCI per superare la soglia di sbarramento delle amministrative.
Alla generica richiesta di “unità dei comunisti” avanzata da buona parte della base di PRC e PdCI, fondata sulla necessità di riunire le forze e superare le scissioni sedimentate negli anni, i gruppi dirigenti dei 2 partiti e associazioni aderenti non hanno mai inteso risolvere realmente la differenza delle prospettive strategiche rispetto al rapporto con il centrosinistra. L'ingresso improvvisato del PdCI nelle primarie del PD, salvo essere miseramente ignorato e riconvergere poi su Rivoluzione Civile, dimostra che quel partito si è collocato nella FdS opportunisticamente per sopravvivere fino al momento delle politiche.
La negazione del referendum degli iscritti alla FdS proposto dal PRC è stata la dimostrazione finale dell'inesistenza della FdS come organizzazione reale. La FdS è infatti morta come se nulla fosse, nella disillusione della base militante dei partiti, che pure in alcuni casi locali avevano dato vita ad esperienze significative fondate su una reale costruzione condivisa di linea politica.
Nella FdS il PRC ha speso la maggior parte delle proprie energie. E' la FdS che sarebbe dovuta giungere alle elezioni dopo un percorso di anni di costruzione di consenso su un progetto politico unitario, inclusivo, democratico, anticapitalista e classista, alternativo al centrosinistra organico al liberismo europeo. Non aver voluto affrontare le contraddizioni della FdS per tempo ha mostrato tutto il peso delle sue conseguenze. Infatti, l'opportunismo può pagare nel breve periodo, ma sul lungo periodo ha conseguenze distruttive per l'obiettivo della trasformazione dello stato di cose presenti.

venerdì 22 novembre 2013

Bene su Porta Barete. Mettere la partecipazione sempre al centro dell'azione amministrativa

L'assemblea pubblica su Porta Barete che si è svolta martedì presso l'auditorium del castello dimostra come sia possibile avviare dei percorsi di democrazia e condivisione delle scelte con i cittadini. Credo che in questa città dove è in atto uno sfilacciamento dei rapporti sociali mettere la partecipazione al centro dell'azione amministrativa possa segnare la differenza tra la ricostruzione non solo materiale ma anche sociale e il definitivo decadimento. Avere il coraggio di discutere e scegliere il futuro dell'Aquila con la gente che ci vive restituirebbe a questa comunità il senso di orgoglio e appartenenza che nei mesi immediatamente successivi al terremoto del 6 Aprile risvegliò l'intera città e gli permise di sopportare anche le prove più difficili  Le scelte sulla ricostruzione, sulla tutela e il consumo del territorio e su tutti i temi di rilevanza sociale devono vedere la cittadinanza protagonista. Sindaco e Giunta trovino quindi la forza di rendere operativi e costanti i momenti d'incontro con la popolazione, così come l'utlizzo del regolamento e del bilancio partecipativo. Affiancare ai classici strumenti di governo della città il supporto fattivo delle associazioni, dei singoli e delle parti sociali rappresenta un'opportunità per fare fronte comune ai tanti ostacoli che la città si trova ad affrontare in questo momento che è senza dubbio il più difficile della sua storia.


Goffredo Juchich
Segretario Comunale Prc L'Aquila