mercoledì 15 giugno 2011

Necessaria una forte mobilitazione in difesa dei servizi sociali

Prosegue in molti comuni montani della nostra provincia il brutto periodo per decine di famiglie di anziani e disabili costrette dai tagli della giunta regionale a rinunciare al sostegno dei servizi sociali. I comuni e le comunità montane hanno nelle scorse settimane reclamato invano le risorse per non far morire la rete di assistenza che da decenni opera nei loro territori. Alle vaghe promesse dell'Assessore Gatti, finora, non sono seguiti riscontri.

C'è l'assoluta necessità che il mondo sindacale e politico del nostro territorio reagisca a questo drammatico impoverimento sociale, individuando in tempi brevi un percorso di lotta verso una giornata di mobilitazione in difesa delle famiglie disagiate e dei lavoratori del settore. Il Partito della Rifondazione Comunista, inoltre, ritiene opportuno che si istituisca un tavolo politico sindacale per individuare la strada migliore per restituire al nostro territorio montano livelli decorosi di assistenza alla popolazione.

L'Aquila, 15/06/11

Partito della Rifondazione Comunista - Federazione provinciale dell'Aquila

martedì 14 giugno 2011

una bellissima vittoria

Riceviamo e pubblichiamo dal comitato referendario 2 Si per l'acqua bene comune; complimenti ai nostri compagni e compagne che si sono impegnati nel comitato unitario per il raggiungimento di questa straordinaria vittoria della democrazia dal basso e dei beni comuni



REFERENDUM, UNA VITTORIA CHE VIENE DAL TERRITORIO E DALLA PARTECIPAZIONE DAL BASSO


Il Comitato provinciale referendario "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" esprime grande soddisfazione per l'esito del voto di domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011. Le alte percentuali di votanti a livello nazionale e la schiacciante vittoria dei Sì dimostra che i cittadini italiani hanno voglia e bisogno di partecipare alla vita politica italiana e ribadiscono che sui beni comuni come l'acqua, la salute, l'ambiente e la vita non si possono imporre scelte non condivise. E' stata una vittoria della società civile, delle tante associazioni e dei tanti comitati sorti spontaneamente in tutta Italia, è stata una vittoria della democrazia! Ha vinto l'idea di una lunga campagna referendaria portata avanti dal basso, partecipata, trasparente ed innovativa, che ha battuto anche il silenzio dei grandi mezzi di informazione sui comitati promotori, arrivando direttamente al cuore delle persone. Da oggi sull'acqua si cambia! Le donne e gli uomini di questo Paese hanno detto con meravigliosa chiarezza che un altro mondo è possibile, che la gestione dell'acqua dev'essere ripubblicizzata, che i beni comuni devono essere difesi, che un'altra democrazia è necessaria.

Questo limpido voto dice anche quali dovranno essere i prossimi passi. L'abrogazione del famigerato decreto Ronchi richiede una nuova normativa. Dal 2007 è depositata in parlamento una legge d'iniziativa popolare, promossa dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua con oltre 400.000 firme: dev'essere immediata portata alla discussione ampia e partecipativa delle istituzioni e della società. L'abrogazione dei profitti dall'acqua richiede l'immediata riduzione delle tariffe pagate dai cittadini, nonché la convocazione, ATO per ATO, di assemblee territoriali che definiscano tempi e modi della ripubblicizzazione del servizio idrico in ogni territorio.

A livello provinciale il dato è molto positivo. La percentuale dei votanti in Provincia dell'Aquila si attesta sul 54,27%, in linea con la media nazionale, con L'Aquila città che tocca l'affluenza del 54,8% nonostante tutte le difficoltà logistiche nel raggiungimento dei seggi causate dagli spostamenti della popolazione dopo il sisma del 6 aprile. Avezzano ha visto un'affluenza leggermente inferiore (54,37), mentre a Sulmona, dove sulle tematiche dell'acqua si lavora da anni, la percentuale sfiora un buon 57%. In diversi comuni sopra i 500 abitanti (Alfedena, Campo di Giove, Canistro, Castel del Monte, Goriano Sicoli, Ortucchio, Pacentro, Pereto, Prata D'Ansidonia, Poggio Picenze, San Demetrio, Scoppito, Vittorito) affluenza sopra il 60%. Curiosi i dati di Civitella Alfedena e di Scontrone dove l'affluenza supera il 70%.

Come comitato provinciale non possiamo che ritenerci soddisfatti per il lavoro svolto e per i risultati raggiunti. In una provincia segnata dal terremoto e dalla crisi economica e lavorativa questo risultato può rappresentare l'inizio di un cambiamento per la rinascita del territorio, l'emergere di una nuova base sociale che può riprendere in mano le sorti della provincia. Un ringraziamento doveroso va ai tanti cittadini e cittadine che, a livello provinciale, si sono battuti ed impegnati per questo straordinario risultato; va alle associazioni, ai movimenti, alle organizzazioni politiche e sindacali che hanno scelto il percorso del nostro comitato unitario, rinunciando ai personalismi per la scelta di un lavoro comune; infine un ringraziamento particolare alla Camera del Lavoro provinciale CGIL per il supporto logistico che ci ha fornito fin dagli inizi della campagna referendaria.


14/6/11


Francesco Marola, Riccardo Verrocchi

Comitato referendario “2 Si per l'acqua bene comune” della provincia dell'Aquila


www.2siperacquaaq.orgcomitatoacquabenecomunesulmona.tumblr.com

mercoledì 25 maggio 2011

Servizi sociali, nei comuni del cratere si rischia il blocco

Dal primo di giugno la sopravvivenza dei servizi essenziali alle persone nei comuni montani del cratere è messa a rischio dai tagli alle risorse operati dalla regione Abruzzo. Centinaia di utenti rischiano di non poter più contare sul sostegno degli operatori sociali che quotidianamente portano un po' di sollievo nelle più difficili situazioni di disagio. Chi opera nel sociale sa bene di lavorare,da anni, in un settore delicatissimo e strategico in una condizione di costante e permanente incertezza. Prima le esternalizzazioni dei servizi dagli enti verso la cooperazione sociale ha prodotto un oggettivo peggioramento delle condizioni lavorative degli operatori. Poi il graduale ed inesorabile taglio delle risorse economiche verso gli enti appaltatori ha generato una crisi gravissima del welfare regionale costringendo i comuni e le comunità montane a scelte dolorose come quelle di abbandonare(nel vero senso della parola) anziani, disabili e minori al proprio destino. Oggi la scure della regione si abbatte dove fa più male colpendo principalmente aree montane e terremotate dove maggiore è l'incidenza della popolazione che necessità di assistenza. Se il tavolo convocato dai comuni e dai sindacati per il 30 maggio con l'assessore regionale Gatti non darà risposte e risorse concrete centinaia di operatori saranno licenziati o messi in cassa integrazione con il conseguente blocco totale dei servizi. Bisogna ,invece, investire e pianificare gli interventi. La civiltà e lo sviluppo di un territorio si vedono da quanto è sviluppata la sua rete sociale. Ogni iniziativa per rilanciare questo settore è una mano tesa a chi vive in condizioni di disagio.

Goffredo Juchich - PRC L'Aquila

lunedì 16 maggio 2011

Ciao Gabriele

Il Partito della Rifondazione Comunista piange la scomparsa del compagno Gabriele Perilli.

Ricordiamo la sua lunga militanza politica: consigliere di circoscrizione del Partito Comunista Italiano, con il PDS - DS a lungo consigliere comunale e infine consigliere provinciale con il PD, amministratore di grande concretezza, capacità di ascolto e umanità; inoltre coordinatore regionale della mozione di sinistra dei DS, il cosiddetto “correntone”, e sindacalista della CGIL nel settore scuola. Negli ultimi anni la scelta di Rifondazione Comunista e della Federazione della Sinistra, perché convinto della necessità di un polo autonomo della sinistra di classe, PRC in cui è stato responsabile del tema della ricostruzione dell'Aquila e in cui si accingeva proprio in questi giorni a svolgere una funzione dirigente a livello provinciale.

Il PRC si stringe attorno alla moglie Antonia e alla figlia Sara, ai familiari e a tutti i compagni che di Gabriele hanno conosciuto la passione politica sincera e forte.


L'Aquila, 16/5/11

Partito della Rifondazione Comunista - comitato provinciale dell'Aquila, comitato regionale d'Abruzzo

martedì 3 maggio 2011

Giovedì 5 maggio: Ramon Mantovani "l'America Latina e il socialismo del XXI secolo"


Ultimo seminario del corso "Veniamo da lontano andiamo lontano"

Giovedì 5 maggio, ore 16:o0
c/o Ex Asilo - viale Duca degli Abruzzi, L'Aquila

"L'America Latina e il socialismo del XXI secolo"
relatore: Ramon Mantovani (Direzione Nazionale PRC)


Ai partecipanti verranno distribuite dispense con il testo di Ramon Mantovani "Il nostro nuovo internazionalismo: l'America Latina e il socialismo del XXI secolo" (consultabile sul sito del Dipartimento formazione del PRC)

Verranno inoltre rilasciati gli attestati finali di partecipazione a tutti gli iscritti e le iscritte al corso "Veniamo da lontano, andiamo lontano"

sabato 23 aprile 2011

L'AQUILA, RIFONDAZIONE RIENTRA IN GIUNTA: ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE, POLITICHE DEL LAVORO, RICOSTRUZIONE PARTECIPATA LE DELEGHE

Diciannove mesi dopo l’uscita dalla Giunta Cialente, Rifondazione Comunista rientra nell’esecutivo a L’Aquila. Lo fa con il segretario provinciale del partito, Fabio Pelini, che assume le deleghe all’assistenza alla popolazione, politiche del lavoro, ricostruzione partecipata.
Le dimissioni del sindaco Cialente ad inizio marzo hanno aperto anche nel nostro partito una discussione: abbiamo da subito considerato una iattura l’arrivo di un commissario governativo che, oltre a mettere una pietra tombale sulla rinascita della città, avrebbe rafforzato il peso delle strutture commissariali, contro le quali ci siamo sempre battuti.
Pertanto, la riapertura di un dialogo con il centrosinistra aquilano si è sostanziato sulla necessità di ridare agli organismi locali democraticamente eletti la centralità che la legge gli assegna sulla pianificazione territoriale e soprattutto sulla ricostruzione, espropriata dopo il terremoto con il pretesto dell’emergenza.
Infatti, seppur con accenti diversi, il sindaco e la sua maggioranza hanno condiviso con noi la necessità di archiviare la logica dei commissariamenti e quindi hanno ritenuto necessario ridare un ruolo alla maggioranza uscita dalle elezioni del 2007. Maggioranza di cui Rifondazione Comunista faceva parte.
Condizione per rientrare era avere delle deleghe operative, che ci permettessero cioè di fare “da dentro” ciò che avevamo denunciato “da fuori”, e portare quindi il conflitto dentro le istituzioni. In particolare, la delega all’assistenza alla popolazione ci dà potenzialmente questa possibilità.
Siamo consapevoli della responsabilità che ci assumiamo, ma di fronte alle difficoltà che quotidianamente riscontriamo rispetto all’utilità del nostro agire politico, ci chiediamo: “Se non ora, quando?”

PRC L'Aquila

Sui manifesti di Mafalda

Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano hanno del tutto perso la testa. Minacciare azioni legali contro l’insolita Mafalda guerriera dei manifesti aquilani è fuori luogo, ridicolo e irresponsabile. Serve forse a buttarla in caciara amplificando tensioni ed è indice di coda di paglia.

Si interroghino piuttosto sui loro comportamenti e su quelli del loro 'capo' e forse capiranno il perché di tanta durezza nelle parole di Mafalda, notoriamente un personaggio pacifista e non violento. È del tutto evidente che le modificazioni introdotte nei termini della prescrizione andranno ad incidere sul complesso dei procedimenti riguardanti L’Aquila pur se restassero inalterati (e non lo sono) alcuni specifici reati quali il disastro colposo.

Infatti le inchieste in corso riguardano anche aspetti connessi al post terremoto su cui le nuove norme avrebbero un notevole impatto. Su tutto ciò è di per se indecente anche un solo giorno di riduzione dei termini di prescrizione a vantaggio degli eventuali responsabili dei reati, figuriamoci considerando quanto gli aquilani e con loro tutti gli abruzzesi hanno vissuto.

I cittadini aquilani hanno sentito le risa degli sciacalli la notte del terremoto, vivono con dolore il sovrapporsi di inchieste sulla loro pelle, per i reati connessi ai crolli come sulla gestione post terremoto. Una comunità espropriata della possibilità di decidere del proprio futuro dai poteri commissariali presa in giro in tv come 'ingrata' e respinta a manganellate dal Parlamento. Fino alla beffa indecente del cosiddetto 'processo breve' che per salvare il premier rischia di compromettere il diritto a verità e giustizia per centinaia di persone. Un colpo nello stomaco la cui unica motivazione risiede nell’uso meschino del potere da parte del Presidente del Consiglio, per tirarsi fuori dai propri guai con la giustizia.

Volete che rinuncino anche all’estremo dell’invettiva? Allora condannate Dante Alighieri 'cattivo maestro' d’intolleranza verso tutte le bassezze umane - conclude il segretario di Rifondazione - specie se riguardavano personaggi d’alto rango, che arrivò perfino a presentare come auspicio e giusta punizione del cielo il lutto subito dall’imperatore Alberto d’Asburgo.

Marco Fars

Segretario regionale PRC