domenica 23 febbraio 2014

Solidarietà agli ex lavoratori e lavoratrici di Laqtv

Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà agli ex lavoratori e lavoratrici dell'emittente Laqtv che in una recente conferenza stampa hanno denunciato condizioni di inaccettabile sfruttamento sul lavoro.
Il coraggio di questi lavoratori e lavoratrici auspichiamo possa essere d'esempio per i tanti precari dell'informazione che - è risaputo - spesso si trovano ad affrontare simili condizioni lavorative.
Il Partito della Rifondazione Comunista sarà sempre pronto a sostenere le battaglie di chi si ribella allo sfruttamento del precariato e auspica che, vista la stretta connsessione con il mondo dell'informazione, esponenti politici e sindacali di tutte le organizzazioni facciano una altrettanto forte presa di posizione in solidarietà a questi giovani giornalisti e tecnici.
Senza dover arrivare a denunce così gravi, si dovrebbe prestare normalmente attenzione alle condizioni di un lavoro prezioso come quello del giornalismo, da cui dipende la corretta conoscenza dell'attualità da parte dei cittadini, e considerare l'informazione locale una risorsa fondamentale per il pluralismo, per cui occorrono serie misure di sostegno all'editoria sana e virtuosa.

L'Aquila, 22-02-14

Maurizio Acerbo - consigliere regionale PRC

Francesco Marola - segretario provinciale PRC

Goffredo Juchich - segretario comunale PRC

domenica 16 febbraio 2014

Agli iscritti e alle iscritte di Rifondazione Comunista




cari compagni e compagne,

stiamo arrivando nei giorni decisivi della costruzione della lista in appoggio a Tsipras per le elezioni europee. Si tratta di un traguardo importante visto che concretamente questa può diventare una lista unitaria, sulle posizione della sinistra europea ed in alternativa chiara alle politiche dei socialisti, europei ed italiani.
Questo indubbio successo politico significa affermare concretamente la possibilità che – a differenza di 5 anni fa – si riesca ad eleggere parlamentari italiani che vadano nel gruppo della sinistra unita nel parlamento europeo. Questo obiettivo è alla portata di mano non solo per il carattere unitario della lista ma anche perché già nei giorni scorsi si è riusciti ad entrare nel circuito della comunicazione massmediatica, facendo diventare la proposta di Alexis Tsipras candidato Presidente un fatto politico già a 4 mesi dalle elezioni.

Non è un risultato da poco e non era per nulla un risultato scontato.

Questo risultato è stato reso possibile dal fronte assai largo che ha sostenuto la candidatura di Tsipras. Ovviamente questo allargamento si salda anche con elementi negativi. Ad esempio la nostra richiesta di costruire un percorso democratico nella definizione dei simboli e della composizione della lista è stata completamente disattesa dai promotori. Nonostante le nostre ripetute richieste e il ripetuto coinvolgimento di Tsipras nella discussione, i garanti della lista non hanno accettato di costruire un percorso democratico che potesse determinare un effettivo spazio pubblico di sinistra. Questa chiusura ad un processo di partecipazione democratico è un grave errore politico dei promotori, che si accompagna ad una serie di esternazioni di cui non si sentiva certo la mancanza.

Detto questo, noi riteniamo che gli errori politici sopra richiamati non mettano in discussione l’importanza di fare una lista unitaria contro le politiche di austerità e che possa portare una delegazione italiana nel parlamento europeo.

La cosa che cambia e di cui occorre prendere atto, è il carattere della lista. Noi abbiamo puntato a fare una lista unitaria di sinistra, costruita dal basso in forme democratiche e partecipate. Abbiamo puntato a fare una lista che fosse il primo passo della costruzione di una Syriza italiana. Così non è. Ci troviamo piuttosto di fronte ad una lista civica, di cui condividiamo la sostanza delle posizioni politiche senza che ne condividiamo i modi di costruzione e larga parte della cultura politica che viene proposta dai promotori. Il risultato concreto è una lista civica antiliberista e non la costruzione di uno spazio pubblico di sinistra.

Qualcuno può pensare che il gioco non vale la candela e a questo riguardo vogliamo far notare due cose:
1) per presentare la lista occorre raccogliere circa 150 mila firme, di cui almeno 3000 in ogni regione (valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Molise e Basilicata comprese). Non si tratta di un compito facile e sicuramente non è alla portata dei soli compagni e compagne di Rifondazione Comunista.
2) Inoltre se non si desse vita ad una lista unitaria è evidente che il contraccolpo politico nel mondo della sinistra sarebbe drammatico e sarebbe piuttosto problematico raggiungere in 4% in un contesto in cui vi sarebbe certamente anche la lista di SEL (che essendo presente in parlamento non ha bisogno di raccogliere le firme per presentare la lista alle europee).

Per questo, la lista per Tispras promossa dai professori, con tutti i suoi limiti può essere un valido strumento attraverso cui raggiungere e superare il 4% e questo può essere il passaggio propedeutico per avviare il processo di costruzione di una Syriza in Italia.

Noi non vogliamo sottovalutare i problemi e pensiamo che vadano registrati i limiti profondi di questa lista. Nel contempo dobbiamo valorizzare quello che si è riuscito a fare. Avremo quindi una lista nello sostanza ben orientata politicamente con la presenza di candidati del Partito della Rifondazione Comunista nella lista, in ogni circoscrizione, che dovremo cercare di eleggere.

Per questo vi chiediamo di registrarvi presso il sito della lista che chiude le sue registrazioni alle ore 18 di domenica all’indirizzo http://www.listatsipras.eu

Per quanto riguarda la votazione dei simboli non riteniamo di dover dare una indicazione in quanto noi avevamo proposto di mettere in consultazione anche un simbolo con la scritta sinistra ma i simboli posti in consultazione sono sostanzialmente varianti dello stesso logo e non cambia molto che passi uno o passi l’altro. Nei prossimi giorni si tratterà però di pronunciarsi sulla lista in quanto tale e poi sul programma per cui è bene che tutti i compagni e le compagne siano registrati sul sito in modo da avere diritto di parola.

In ogni caso, come sapete, dal 21 al 24 febbraio ci saranno gli attivi territoriali in cui si terrà la consultazione delle iscritte e degli iscritti del Prc sulla nostra adesione alla lista Tsipras, come deciso in congresso e proposto dalla Direzione Nazionale del partito .
Noi riteniamo che, nonostante le difficoltà si debba andare convintamente avanti, ma l'esito della consultazione sarà ovviamente vincolante sul da farsi.

Un caro saluto

Paolo Ferrero
Maurizio Acerbo
Fabio Amato
Giovanna Capelli
Roberta Fantozzi
Eleonora Forenza
Marco Gelmini
Nando Mainardi
Rosa Rinaldi
Raffaele Tecce

I limiti di elaborazione del PRC sul tema sindacale, la necessità di una lettura di classe e del conflitto. OdG del CPR Abruzzo.

Il Testo Unico sulla Rappresentanza, sottoscritto lo scorso 10 gennaio da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, è il proseguo naturale,inevitabile e peraltro da molto tempo annunciato dell’accordo sull’esigibilità dei contratti e sulla rappresentanza sindacale firmato dalle stesse parti il 31 maggio 2013.
Quest’ultimo mostrava già tutte le criticità che l’accordo del 10 gennaio ha reso esplicite: esclusione dalla rappresentanza dei sindacati conflittuali; possibilità di derogare in senso peggiorativo i contratti nazionali, secondo le previsioni dell’accordo del 28 giugno 2011 (prodromo dell’articolo 8 del DL 13 agosto 2011, n.138); esigibilità dei contratti (ovviamente anche in deroga) che non poteva non esprimersi nella previsione di sanzioni.
Rifondazione Comunista su questo tema ha mostrato pesanti limiti di prospettive,considerando l’accordo del 31 maggio 2013 un avanzamento rispetto a quello del 28 giugno 2011. Era invece palese (come tra l’altro evidenzia in altri termini la stessa Cgil) che questi rappresentassero un “combinato disposto”. Il risultato evidente è una grave limitazione per i lavoratori alla possibilità di agire il conflitto, dal momento che si andavano ponendo le basi di un accresciuto comando padronale sul lavoro.
Il  CPR Abruzzo ritiene pertanto necessario che il partito elabori a livello nazionale un’analisi adeguata alla fase attuale del sindacato, che sta subendo una svolta radicale rispetto alla sua natura, determinandosi sempre meno come organizzazione dei lavoratori e sempre più delle burocrazie centrali. In questo senso la deriva neocorporativa, palese da tempo in Cisl e Uil anche per la loro impostazione ideologica padronale, sta trascinando anche la Cgil. La portata degli accordi del 10 gennaio 2014, del 31 maggio 2013 e del 28 giugno 2011 stanno in questo quadro, che occorre mettere in discussione complessivamente.
In tale contesto, come dimostra l’evoluzione stessa del congresso della CGIL in corso, andrebbero evitate contrapposizioni manichee,rimettendo al centro della discussione in maniera unificante i temi di fondo. Nel pieno rispetto delle autonome scelte di posizionamento dei singoli compagne e compagni all’interno della CGIL, bisogna produrre uno scarto di merito e di metodo.
Per noi, per il partito e per i comunisti, la priorità dovrebbe essere ricostruire il tessuto di una lettura di classe a livello di massa della crisi e del conflitto nei luoghi di lavoro. E ciò va ben oltre la fisiologica dialettica interna alla pur importante fase congressuale della CGIL.
Il CPR Abruzzo, sulla scorta dell’Ordine del giorno della Federazione di Chieti approvato nel IX congresso nazionale, invita pertanto il partito a livello nazionale «ad organizzare momenti di discussione sul tema della democrazia nei luoghi di lavoro e di contrasto agli accordi che limitano i diritti dei lavoratori o li subordinano alla cosiddetta ‘competitività d’impresa’», ponendo la democrazia e l’agibilità sindacale quali questioni fondamentali «per la difesa e la tutela dei diritti nei luoghi di lavoro e per agire il conflitto quale terreno indispensabile per le conquiste dei lavoratori».
Il CPR Abruzzo ritiene che tali questioni dovrebbero rappresentare una linea di indirizzo di intervento politico per le/i compagne/i di Rifondazione Comunista impegnati nella discussione congressuale della Cgil. Appare evidente, infatti, che le gravi limitazioni imposte dagli accordi citati all’agibilità sindacale ed alle lotte dei lavoratori contrastano pesantemente con la possibilità, auspicata dal CPN dell’11 e 12 gennaio di determinare «una svolta, che rimetta al centro la costruzione della mobilitazione, del conflitto e di un progetto alternativo alle politiche liberiste, per i diritti sociali e del lavoro».
Il CPR Abruzzo invita quindi le/i compagne/i abruzzesi: a promuovere nelle sedi congressuali della Cgil la messa in discussione dell’accordo del “Testo Unico sulla Rappresentanza” quale inevitabile conseguenza dei precedenti accordi interconfederali del 28 giugno 2011 e del 31 maggio 2013; a porre in essere iniziative di contrasto ad esso quali banchetti, volantinaggi, assemblee, ecc; ad aprire contemporaneamente una campagna di sensibilizzazione sui temi centrali e più qualificanti del Piano del Lavoro elaborato dal Partito, da promuovere sia nel congresso della Cgil sia in vista delle prossime elezioni regionali ed europee.

Pescara, 14/02/2014
Approvato all'unanimità.

venerdì 14 febbraio 2014

Ente Parco Abruzzo Lazio e Molise: i predatori della POLTRONA PERDUTA

Ciò che sta avvenendo intorno alla nomina del Presidente dell'Ente Parco Abruzzo Lazio e Molise è per molti versi sconcertante. Questa affannosa rincorsa alla POLTRONA DEL PRESIDENTE offende i cittadini del Parco e non risolve i problemi del Parco, anzi li acuisce giorno dopo giorno! Nonostante l’iter della nomina sia stato quasi concluso (proposta di nomina del Ministro dell’Ambiente, parere favorevole delle Regioni interessate, parere favorevole della Commissione Ambiente del Senato, discussione e parere sospeso della Commissione Ambiente della Camera ), ancora oggi non si riesce a scrivere la parola fine a questa vicenda che sta danneggiando seriamente il nostro Parco privandolo, di fatto, degli organismi di gestione democratica previsti dalla legge vigente. Nessuno parla di programmi e di progetti del territorio del Parco, nessuno pensa al Parco del futuro.. tutti guardano alla tanto agognata POLTRONA DEL PRESIDENTE! E intanto i rappresentanti delle comunità locali, che tanto amore stanno profondendo in questi giorni verso il Parco, ieri non sono riusciti a celebrare l’Assemblea della Comunità del Parco per… mancanza del numero legale. E’ semplicemente scandaloso! E’ un comportamento deprecabile e irresponsabile, frutto di beghe politiche, che nuoce gravemente all’immagine e alla funzionalità della Comunità del Parco e del Parco stesso. E’ giunta l’ora di chiudere rapidamente questa vicenda, di nominare ufficialmente il nuovo Presidente e di ridare al Parco, nella pienezza dei suoi poteri, il governo democratico che da troppo tempo ormai aspetta!! 

Pescasseroli 13 febbraio 2014

FRANCESCO MAROLA Segretario PRC Federazione di L’Aquila

SILVANO DI PIRRO Responsabile Ambiente PRC Federazione di L’Aquila


sabato 25 gennaio 2014

Replica alle dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal consigliere Di Cesare nei confronti del PRC

Manifestazione contro le cricche - 2010
Le parole del consigliere comunale Ettore Di Cesare nei confronti del PRC sono inaccettabili: una grave caduta di stile verso generalizzazioni qualunquiste e populiste. Il PRC non ha mai avuto a che fare nemmeno da lontano con il malcostume politico a cui si fa impropriamente riferimento, al contrario lo ha sempre avversato ad ogni livello. Finora avevamo portato avanti con Di Cesare diverse iniziative comuni come la denucia sui puntellamenti, che fu lanciata proprio da Rifondazione nel 2009, ben prima che Appello per l'Aquila si costituisse come lista civica; per questo è evidente che Rifondazione non può accettare lezioni su questi temi. Inoltre è doveroso ricordare che se finora non si è avuto un incontro a sinistra tra movimenti che hanno temi comuni, ciò si deve proprio alla pretesa leaderistica del consigliere, che chiuse ad ogni ipotesi di possibile convergenza in occasione delle comunali. Non vorremmo che per le stesse motivazioni si stia ripetendo una chiusura preventiva verso un possibile percorso futuro di costruzione di una sinistra di alternativa.

Francesco Marola - segretario provinciale PRC L'Aquila

Goffredo Juchich  - segretario comunale PRC L'Aquila

giovedì 23 gennaio 2014

Bene la rotazione dei dirigenti, la nomina di Trifuoggi e le procedure per la trasparenza: ora svolta amministrativa


Con la nomina di Nicola Trifuoggi a vicesindaco con delega all'ispettorato urbanistico e alla trasparenza un primo importante segnale è arrivato alla città. Ieri nella prima riunione di giunta si è dato il via libera, entro trenta giorni, alla rotazione di dirigenti e funzionari,come previsto dalla delibera approvata qualche settimana fa dando applicazione al piano anticorruzione che, unitamente alla centrale unica di committenza, permetterà all'amministrazione di esercitare un ruolo di garanzia e controllo su tutti gli atti amministrativi al vaglio.Questa norma era stata richiesta con forza da Rifondazione comunista all'interno della maggioranza, all'indomani dell'inchiesta do ut des come pure le dimissioni di Riga e Di Gregorio. Con l'istituzione dell'ispettorato urbanistico affidato a Trifuoggi si insisterà nell'attività di contrasto all'abusivismo già intrapresa dalla seconda commissione del Consiglio Comunale ambiente e territorio. Riteniamo indispensabile che questa nuova fase individui nel rispetto delle convenzioni urbanistiche, nella partecipazione dei cittadini alle scelte e nella trasparenza degli atti, le priorità imprescindibili dell'azione di ogni soggetto incaricato di gestire la macchina comunale. Siamo d'accordo con quanti in questi giorni affermano che indietro non si torna, pertanto auspichiamo che si avvii un percorso di riforma dell'ente per applicare misure radicali volte al miglioramento delle sue funzioni e per metterlo il più possibile al riparo ipotesi speculative o corruttive. La rotazione dei dirigenti, la centrale unica di committenza e l'ispettorato urbanistico affidato a Trifuoggi sono un buon inizio per affrontare nel modo più utile e trasparente le difficili sfide che la città dovrà affrontare nel prossimo futuro.

Francesco Marola 
Segretario Provinciale Prc

Goffredo Juchich
Segretario Comunale L'Aquila Circolo "A Casamobile" 

Enrico Perilli
Capogruppo Prc Comune L'Aquila

sabato 11 gennaio 2014

L'Aquila, occorre svolta amministrativa, subito riunione di maggioranza

Il direttivo del circolo comunale del PRC Alfonsina Casamobile riunito venerdì 10 gennaio, in questo momento decisivo per l'amministrazione e per le sorti di tutta la città, ritiene doverosa la convocazione di una riunione d'urgenza dei partiti della maggioranza affinché si rilanci prontamente un percorso di svolta amministrativa radicale, per valorizzare i risultati migliori di questa amministrazione e affinché si individui una scala di interventi che rendano la trasparenza il primo punto dell'azione amministrativa, attuando tutte quelle pratiche, per quanto difficili, che impediscano la possibilità di episodi di degenerazione personalistica e corruttiva, e si apra al protagonismo di altri settori associativi, sociali e di sinistra, ad esempio il gruppo consiliare di L'Aquila Oggi, che possano partecipare ad un nuovo corso dell'azione della maggioranza. L'inchiesta Do ut des ha segnato un punto di svolta fondamentale, ora l'unica strada su cui può proseguire l'esperienza amministrativa è quella di raddoppiare gli sforzi e rendersi ancor di più all'altezza della fase storica che sta affrontando la città dell'Aquila.

Direttivo del circolo PRC Alfonsina Casamobile, L'Aquila

mercoledì 8 gennaio 2014

Arresti e avvisi di garanzia sui puntellamenti: Dimissioni immediate di Riga e Di Gregorio e subito rotazione dei dirigenti










Gli arresti per corruzione di Tancredi e Placidi segnano un gravissimo
punto di svolta: per la prima volta vengono accertate responsabilità di ex
esponenti dell’amministrazione all’interno di quell’intreccio perverso tra
singoli politici e imprenditori nella speculazione sui puntellamenti che il
PRC fu tra i primi a denunciare anche a livello nazionale, chiedendo
chiarezza sulle procedure di affidamento.
In questo contesto, in cui probabilmente emergeranno altre responsabilità,
anche gli avvisi di garanzia rischiano di intaccare la fiducia dei
cittadini nei confronti nella giunta. C’è bisogno di un segnale
inequivocabile, pertanto il Partito della Rifondazione Comunista ritiene
necessarie le dimissioni immediate del vicesindaco Riga e il ritiro degli
incarichi conferiti a Di Gregorio, ormai pluri-indagato, come condizione
per continuare la propria esperienza nella giunta Cialente.
Inoltre anticipare l’attuazione del piano anti-corruzione, con la rotazione
periodica dei dirigenti, è una questione non più rinviabile. Ciò
permetterebbe di sottrarre la gestione della cosa pubblica a queste
possibili degenerazioni, restituendo la priorità alla politica rispetto
allo sviluppo di poteri personali.
Da tempo stiamo denunciando l’esistenza di una questione morale, a partire
dalla vicenda emblematica delle convenzioni urbanistiche, in cui il
consolidarsi di zone d’ombra trasversali alle varie amministrazioni ha
consentito il verificarsi di situazioni illegittime. Anche su questa
vicenda auspichiamo l’azione pronta della magistratura.

Francesco Marola – segretario provinciale PRC L’Aquila
Goffredo Juchich – Segretario circolo PRC A. Casamobile, L’Aquila
Enrico Perilli – capogruppo PRC Comune dell’Aquila