giovedì 24 febbraio 2011

POST-TERREMOTO: IL TAR LAZIO HA ACCOLTO IL RICORSO DI RIFONDAZIONE


Annullati diversi articoli dell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3833 del 22.12.2009

Finalmente il TAR del Lazio si è espresso sul ricorso presentato da Maurizio Acerbo inqualità di consigliere regionale e dai consiglieri comunali di Rifondazione dell’Aquila Enrico Perilli e di Bussi Salvatore La Gatta avverso l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3833 del 22.12.2009.Il ricorso è stato curato dagli avvocati Isidoro Malandra dell’associazione OltreAbruzzi, Fausto Corti di Italia Nostra e Pietro Adami di Giuristi Democratici.

Siamo molto contenti perché il TAR Lazio ha accolto parzialmente il nostro ricorso su alcuni punti particolarmente importanti sul piano della democrazia, della trasparenza e della salvaguardia del territorio.

Innanzitutto il Tar ha riconosciuto pienamente il diritto dei consiglieri comunali e regionali di ricorrere per difendere il diritto delle comunità locali di partecipare ai processi decisionali, anche quando vi siano situazioni di emergenza.

E’ stato finalmente stabilito che, anche incaso di emergenza, non vi è un potere illimitato della Presidenza del Consiglio, e della Protezione civile, in deroga alle norme vigenti.

Una battaglia di democrazia per evitare che l'emergenzialismo divenga una modalità ordinaria di operare, finalizzata ad evitare la partecipazione delle comunità locali ai processi decisionali.

In particolare è stato affermato che sono i Consigli Comunali non i sindaci a dover effettuare la pianificazione o ripianificazione urbanistica: “le determinazioni relative alla materia “pianificazione del territorio”, che presenta notoriamente aspetti di particolare complessità e delicatezza, atteso che le relative scelte involvono molteplici interessi pubblici e privati contrapposti, nonché variegati aspetti problematici, il legislatore non ha inteso far mancare, quantomeno in sede di predisposizione dei relativi atti, la fase dialetticatipica della composizione degli stessi, che, all’interno dell’ente “comune”, solo l’organo consiliare è chiamato ad realizzare nel procedimento culminante nelle relative deliberazioni”.

Quindi dalTAR Lazio viene uno stop alle logiche urbanistica dell’emergenza eviene restituito ruolo ai Consigli Comunali il che consentirà i normali strumenti partecipativi a tutti i cittadini interessati e la possibilità di un maggior controllo da parte della popolazione.
Sono dunque nulli tutti gli atti di ri-pianificazione urbanistica effettuatidai sindaci, quando essi, avvalendosi dell'ordinanza, annullata, abbiano estromesso dalle decisioni i consigli comunali. I Comuni chevogliono affrettare i tempi, ed evitare che ci siano ricorsi, è opportuno che portino quegli atti, sotto forma di proposte, davanti ai consigli comunali, per seguire il procedimento di cui alla legge.

A titolo informativo il ricorso è stato respinto su due punti del tutto marginali. In primo luogo non è stato riconosciuto il diritto diricorrere ad uno dei ricorrenti, che agiva come singolo cittadino(anzichè come consigliere). La questione è però del tutto marginale perchè si trattava solo di uno su quattro ricorrenti. E' stato poi respinto nella parte in cui criticava i poteri conferiti al Presidente Chiodi, sempre in tema di ripianificazione urbanistica. Ciò che però più conta è che, all'esito del ricorso, il Presidente Chiodi non potràche attendere la redazione dei piani da parte dei Comuni, conservando, purtroppo, il potere di interloquire come Commissario, mentre il ricorso voleva restituire questo potere alla Regione sul modello dell’Umbria e degli altri precedenti.

Naturalmente però, questo potere del Commissario cesserà al cessare di uno stato di emergenza che ha ampiamente superato tutti i precedenti.

Insomma, il ricorso haottenuto il risultato che si prefiggeva. Si è ottenuto di impedire che la ripianificazione urbanistica si possa effettuare con rapidi colpi dimano, decisi tra pochi soggetti, senza controllo ed in maniera non partecipata e trasparente.

Maurizio Acerbo, consigliere regionalePRC
Enrico Perilli, consigliere comunale PRC
Salvatore La Gatta,consigliere comunale PRC
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lunedì 21 febbraio 2011

Gran Sasso – Magnola – Campo Felice: no a cemento e speculazione

Il protocollo d’intesa per il comprensorio Gran Sasso – Magnola – Campo Felice, presentato a palazzo Chigi, lascia perplessi e apre più di un interrogativo.
Il progetto è faraonico e ambizioso, si parla di infrastrutture turistiche, impianti di risalita, chilometri di piste e attrezzature per attrarre visitatori in ogni periodo dell’anno.
Non è affatto chiaro, però, con quali fondi si andranno a realizzare queste strutture e quale sia la reale copertura economica in grado di dare concretezza a quanto presentato con enfasi e commozione dai politici presenti al tavolo.
Alla domanda, da parte di un cronista, rispetto ai finanziamenti, la risposta è stata: “li cercheremo, bisogna attrarre investimenti e investitori”.
Una frase che, come scritto da un noto quotidiano locale, lascia dubbiosi e suscita qualche inquietudine, soprattutto di questi tempi. Chi saranno questi investitori, da dove proverranno questi denari, chi controllerà che il limite dell’investimento non sconfini nella speculazione?
Come mai, ci si chiede ancora, un piano così articolato e con tante e tali ripercussioni in termini urbanistici, ambientali ed economici, non è stato sottoposto ai consigli dei pur numerosi Comuni coinvolti? Un accordo di questa portata non richiedeva forse maggiore partecipazione?
L’impressione, peraltro, è che si continui a pensare a uno sviluppo turistico che passa per la cementificazione e l’aggressione al territorio, senza cercare, come avvenuto con successo altrove, una mediazione tra l’esigenza di diventare più attrattivi e la tutela della montagna, sostenendo una progettualità che crei nuove opportunità per le economie locali, partendo dalle risorse del territorio, piuttosto che aprirsi a “colonizzazioni” in cui il margine di guadagno è percepito in maniera direttamente proporzionale ai metri cubi di cemento che si potranno realizzare.
Basta guardare all’esperienza di realtà vicine, come Pescasseroli, per comprendere come si possa creare un’offerta turistica ampia e vitale in ogni periodo del’anno, che trae ricchezza proprio dalle attrattive del territorio, determinando al contempo un ritorno, prima di tutto, per la comunità locale , anche in termini di nuove prospettive di lavoro e di impresa giovanile: percorsi guidati alla scoperta della natura, ippovie, agriturismi, fattorie didattiche. Sci, insomma, ma non solo. E, a proposito di sci, un’ultima riflessione. A quanto pare si continuano a programmare, sul Gran Sasso, impianti di risalita a quota 1.500 metri quando si sa bene, ormai, che a quei livelli è difficile avere un adeguato innevamento e si rischia che queste costosissime infrastrutture facciano la fine degli impianti di Montecristo.
Maggiore chiarezza e partecipazione, come si vede, sarebbero decisamente opportune.

Il consigliere regionale Maurizio Acerbo
Il capogruppo al Consiglio Comunale dell’Aquila Enrico Perilli

venerdì 11 febbraio 2011

Sui fatti di via di Vincenzo Cialente faccia autocritica

Nelle settimane immediatamente successive al sisma, l’allora assessore al Commercio Antonio Lattanzi (PRC) e il dirigente del Settore Carlo Maggitti elaborarono una proposta di delibera di Giunta Municipale per la rilocalizzazione delle attività commerciali chiuse per inagibilità delle strutture dove operavano prima del sisma. La proposta di deliberazione conteneva alcuni punti fermi, tesi ad evitare la proliferazione senza regole di manufatti ad uso commerciale che avrebbero stravolto il tessuto urbano della città, e a garantire l’uso di strutture dotate di un titolo urbanistico certo con destinazione commerciale; soprattutto, non era previsto il sistema premiante del “silenzio-assenso”, che ha garantito la giungla urbanistica sotto gli occhi di tutti e che ora la magistratura sta vagliando.

Inopinatamente la Giunta, - prosegue la nota - su proposta del Sindaco, non approvò la deliberazione salvo vararne, a distanza di pochi giorni, una proposta dall’Assessore Marco Fanfani – allora non competente in quanto non titolare della delega al commercio – dove alcuni paletti presenti nella nostra proposta venivano rimossi e le maglie diventavano più larghe.

Sulle singole responsabilità sarà come sempre la magistratura ad esprimere le sue determinazioni, ma politicamente rivendichiamo la giustezza delle nostre proposte, il più delle volte inascoltate, che avrebbero contribuito ad evitare quanto oggi sembra emergere dalle inchieste giudiziarie. Ѐ appena il caso di ricordare che successivamente al fatto ricordato, il dirigente Maggitti fu rimosso ed assegnato ad altro incarico e il nostro assessore, a seguito di questo episodio e di tutta una serie di discutibili scelte politiche nel metodo come nel merito, uscì dalla Giunta e il Partito dalla maggioranza. Il tempo, come a volte accade, è stato galantuomo.

Fabio Pelini - Segretario provinciale PRC

giovedì 20 gennaio 2011

28 GENNAIO SCIOPERO GENERALE: SE NON ORA QUANDO?



Sabato 22 Gennaio, Pescara, iniziativa Giovani Comunisti - FGCI Abruzzo

Venerdì 28 Febbraio, sciopero e manifestazione regionale a Lanciano: pullman da L'Aquila, partenza ore 7:30 piazzale Meridiana, prenotazioni 333 6367616 - 389 0495143

lunedì 10 gennaio 2011

Campagna per la tutela dei diritti dei lavoratori precari: consulenza gratuita PRC L'Aquila

leggi qui il volantino

L’articolo 32 del Collegato Lavoro prevede una drastica compressione dei termini a disposizione del lavoratore per fare causa, con la previsione che si debba sottostare ad una duplice scadenza.

Di 60 giorni per l’impugnativa stragiudiziale e di successivi 270 giorni per il deposito del ricorso nei casi di:

- licenziamento, anche nei casi di invalidità e inefficacia (ad esempio nei casi di licenziamento nullo perché in violazione delle norme a tutela della maternità o discriminatorio), come nei casi di licenziamento che presuppongano la risoluzione di questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro o alla legittimità del termine apposto al contratto;

- le collaborazioni coordinate e continuative o a progetto nel caso in cui il datore di lavoro (committente) receda dal contratto

- i trasferimenti di sede

- le azioni di nullità dei contratti a termine (anche di quelli già scaduti)

- le cessioni di contratto di lavoro ai sensi dell’articolo 2112 del codice civile (cessione di azienda o di ramo d’azienda)

- tutti gli altri casi in cui si chieda la costituzione o l’accertamento di un rapporto di lavoro in capo ad un soggetto diverso dal titolare del contratto (es. somministrazione irregolare).

Se la nuova normativa è complessivamente peggiorativa, si modifica in maniera radicalmente negativa in particolare la situazione dei lavoratori e delle lavoratrici precarie.

Fino all’entrata in vigore del Collegato Lavoro era possibile impugnare i contratti di lavoro precari e contestarne le irregolarità, successivamente alla scadenza del contratto nei termini prescrizionali di legge. In questo modo si garantiva la particolare situazione dei lavoratori precari che alla scadenza di un rapporto di lavoro, sperano prima di tutto in una riconferma e fanno causa solo se questa non c’è. Il Collegato Lavoro introducendo termini rigidissimi, si presenta invece come è stato osservato, come una sorta di “sanatoria permanente” rispetto agli abusi dei datori di lavoro.

Ed è di estrema gravità che questi termini valgano, anche retroattivamente, per i rapporti di lavoro già scaduti. In sostanza quando la legge entrerà in vigore, centinaia di migliaia di lavoratori precari, che avrebbero potuto fare causa senza limiti di tempo, contestando le irregolarità del loro rapporto di lavoro, se non agiranno entro 60 giorni, verranno privati per sempre di questo diritto.

Il Partito della Rifondazione Comunista ritiene che proprio la frontalità dell’attacco che viene portato, può e deve essere occasione per attivare una campagna di massa di informazione e organizzazione dei lavoratori precari.

A tal fine la Federazione PRC di L’Aquila mette a disposizione i propri avvocati Alessandro Rosa e Francesco Rosettini per una prima consulenza gratuita previo appuntamento da concordare con il Segretario di Federazione Fabio Pelini, Tel. n. 333.6367616.

lunedì 6 dicembre 2010

12 dicembre 1970-2010: 40 anni di lotte studentesche, ricordando Saverio Saltarelli

1970-2010
40 anni di lotte studentesche
ricordando Saverio Saltarelli

domenica 12 dicembre
ore 16:30
iniziativa pubblica presso la Sala Consiliare del Comune di Pescasseroli (Aq)

La presenza politica dei comunisti a Pescasseroli nel periodo fra le due guerre.
Relatore: Riccardo Lolli

Gli anni '70 a Milano, la stagione delle stragi e del movimento studentesco; la figura di Saverio Saltarelli, compagno, studente.
Relatore: Giovanna Capelli – Comitato Politico Nazionale Rifondazione Comunista, negli anni '70 dirigente del movimento studentesco di Milano

Il movimento studentesco di oggi: le lotte in Abruzzo contro la “riforma” Gelmini.
Relatore: Francesco Marola – Giovani Comunisti/e Abruzzo

introduce e coordina:
Silvano Di Pirro - consigliere comunale Pescasseroli, gruppo Bene Comune / Rifondazione Comunista

intervengono:
Maurizio Acerbo – consigliere regionale PRC-FdS
Antonio Saia - consigliere regionale PdCI-FdS
Marco Fars – Segretario regionale PRC-FdS
Antonio Macera – Segretario regionale PdCI-FdS


per informazioni: 3890495143 - 3483056354


SAVERIO SALTARELLI:

La Federazione della Sinistra ricorda Saverio Saltarelli a 40 anni dalla sua uccisione, avvenuta a Milano all'età di soli 23 anni durante la repressione delle manifestazioni popolari nel primo anniversario della bomba di Piazza Fontana (12 dicembre 1970), città dove frequentava la facoltà di giurisprudenza e lavorava per mantenersi gli studi.

La vita di Saverio, giovane militante di sinistra originario di Pescasseroli, simboleggia la vicenda di un'intera generazione che maturò l'impegno politico ideale e militante nelle vicende cruciali segnate dalla strategia delle bombe, dai tentativi di colpi di stato e di manomissione violenta della democrazia.

Riteniamo questa iniziativa doverosa verso l'esperienza umana e politica di un giovane compagno, il cui ricordo è giusto che viva nelle aspirazioni delle nuove generazioni impegnate nelle lotte di oggi per la difesa dei diritti democratici, per scuole e università pubbliche di qualità, e viva in chiunque si impegni “nella lotta per la democrazia e il socialismo”, come è scritto nella lapide commemorativa posta sul luogo dove venne colpito mortalmente da un candelotto lacrimogeno.

Ricordo di Saverio Saltarelli sul sito "www.pernondimenticare.net"

sabato 27 novembre 2010

i GC sul tetto di Lettere in Rivolta

Questa mattina come Giovani Comunisti abbiamo preso parte alla manifestazione auto-organizzata dagli studenti della facoltà di Lettere, siamo saliti sul tetto dell'edificio con megafoni, striscioni e bandiere per gridare la nostra contrarietà al ddl Gelmini.

Abbiamo manifestato per la difesa del diritto allo studio, le borse di studio secondo quanto previsto nel ddl infatti non saranno più erogate dallo Stato ma da una SpA sotto forma di prestito temporaneo (prestito d'onore) su base meritocratica e non più per criteri di reddito: potrà permettersi gli studi solo chi avrà la possibilità economica di sostenerli...

...leggi il resto dell'articolo qui

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30/11:

OCCUPATA L'UNIVERSITA' DE L'AQUILA CONTRO IL DDL GELMINI

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giovedì 18 novembre 2010

20 NOVEMBRE, L'AQUILA CHIAMA L'ITALIA


L'Aquila manifestazione nazionale 20 novembre
MACERIE DI DEMOCRAZIA - SOS L'AQUILA CHIAMA ITALIA
http://www.anno1.org/home

Pullman dall'Abruzzo: PRC Tel 08566788 - 3381195358

info corteo L'Aquila: 3336936168

il PRC con i lavoratori della Sacci

Tra le problematiche occupazionali che attraversano drammaticamente le cronache locali di questi giorni ricordiamo la vertenza Sacci che ha visto, nella mattinata del 17 novembre - presso Confindustria L’Aquila – il confronto tra organizzazioni sindacali di categoria, RSU e Azienda.

La Sacci, come noto, rappresenta il PIL del territorio dell’Alta Valle dell’Aterno e, con i suoi 90 dipendenti, è uno dei più antichi insediamenti industriali di fondamentale importanza per l’economia dell’intera provincia.

Va sottolineato che se, da un lato, risultano chiari i pesanti effetti del critico andamento dl settore sul Gruppo Sacci, più piccolo rispetto ad altri “colossi” del settore cementiero, dall’altro appare evidente che, vista la positività degli anni scorsi, ossia quelli del profitto dell’intero comparto delle costruzioni, ora non si può pensare, meramente, di chiedere ai soli lavoratori di pagare il prezzo della crisi.

Una cosa è certa ed è che, nel territorio aquilano, così tragicamente colpito in termini sociali, non è possibile causare la perdita di ulteriori posti di lavoro come pensa di fare la Sacci con gli annunciati 26 esuberi.

Per queste ragioni Rifondazione Comunista è al fianco di tutti i lavoratori di Cagnano Amiterno che lavorano nella cementeria e che, come cittadini di un territorio che ha subito l’impatto ambientale della fabbrica, hanno, nel corso degli anni, socialmente già dato ed ora si aspettano di continuare ad essere occupati in un sito che, a 15 chilometri dal più volte citato “cantiere più grande d’Europa”, non può che essere considerato strategico.

Fabrizio Petrolini - responsabile lavoro PRC L'Aquila